TY  -  JOUR
AU  -  Ricchizzi, Enrico
AU  -  Moro, Maria Luisa
AU  -  Agodi, Antonella
AU  -  Brusaferro, Silvio
AU  -  Cunsolo, Rosario
AU  -  D’Errico, Marcello
AU  -  Fedeli, Ugo
AU  -  Murolo, Giuseppe
AU  -  Parruti, Giustino
AU  -  Puro, Vincenzo
AU  -  Torregrossa, Valeria
AU  -  Zotti, Carla
T1  -  Cosa c’è di nuovo sulle infezioni correlate all’assistenza nelle strutture residenziali per anziani in Italia? I risultati del progetto europeo HALT2
PY  -  2015
Y1  -  2015-04-01
DO  -  10.1716/2056.22368
JO  -  GIMPIOS
JA  -  Gimpios
VL  -  5
IS  -  2
SP  -  88
EP  -  92
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1122-407X
Y2  -  2026/04/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1716/2056.22368
N2  -  L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), nel periodo Aprile Maggio 2013, ha promosso lo studio HALT2 che aveva l’obbiettivo di promuovere l’attenzione sul tema delle infezioni nelle organizzazioni sanitarie (IOS) ed uso di antibiotici nelle strutture residenziali per anziani attraverso una indagine di prevalenza puntuale. Il protocollo prevedeva la raccolta di indicatori per descrivere le misure di governo delle infezioni e degli antibiotici, i fattori di rischio e di carico assistenziale della popolazione, i siti di infezione ed i trattamenti con antibiotici sistemici. Per l’Italia hanno aderito volontariamente 235 strutture da 11 regioni per un totale di 18418 ospiti. Questi erano grandi anziani, complessi per carico assistenziale ed esposti a fattori di rischio quali dispositivi invasivi vascolari e urinari, oppure a ferite della cute. In questo quadro la prevalenza di IOS riportata è stata pari a 3,3%, rappresentata soprattutto da infezioni respiratorie, urinarie e della cute. La prevalenza d’uso di antibiotici è stata pari al 4%, principalmente per terapia a base di cefalosporine di terza generazione, fluorochinoloni e penicilline con inibitore. Sebbene  i  protocolli assistenziali fossero molto diffusi nelle strutture residenziali, non lo era la presenza di sistemi di sorveglianza e controllo, sia delle infezioni, che delle buone pratiche. Anche sul tema della formazione si è osservata una frammentazione delle iniziative, quasi esclusivamente rivolte al solo personale infermieristico o di base. Nonostante il problema sia oramai noto, manca ancora una diffusione omogenea degli elementi standard di prevenzione e controllo in un contesto sempre più rilevante nella rete assistenziale.
ER  -   
