TY  -  JOUR
AU  -  Casini, Beatrice
AU  -  Guarneri, Francesca
AU  -  Memmini, Silvia
AU  -  Lucaccini, Elena
AU  -  Zezza, Lavinia
AU  -  Giorgi, Serena
AU  -  Righi, Anna
AU  -  Totaro, Michele
AU  -  Bianchi, Giulia
AU  -  Giardi, Filippo
AU  -  Porretta, Andrea
AU  -  Marini, Lorella
AU  -  Privitera, Gaetano
T1  -  Il ricondizionamento degli endoscopi: punti critici del processo <BR>e interventi di miglioramento
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1716/2633.27073
JO  -  GIMPIOS
JA  -  Gimpios
VL  -  6
IS  -  4
SP  -  136
EP  -  143
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1122-407X
Y2  -  2026/06/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1716/2633.27073
N2  -  Introduzione. L’endoscopia digestiva, in particolare l’uso dei duodenoscopi nella colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP), è stata recentemente associata a cluster di infezioni/colonizzazioni da Enterobatteri Resistenti ai Carbapenemi (CRE), con aumento della morbosità e mortalità per i pazienti esposti. La contaminazione di questi dispositivi è dovuta alla loro particolare struttura e al fallimento dei protocolli di ricondizionamento. A seguito della segnalazione di due casi di batteriemia da Klebsiella pneumoniae produttrice di carbapenemasi temporalmente riconducibili all’effettuazione di ERCP all’interno di un ospedale di alta specializzazione è stata avviata un’indagine al fine di evidenziare criticità nel ricondizionamento degli endoscopi sia di ordine ambientale-strutturale che strettamente operativo. Metodi. Nell’analisi delle criticità nel ricondizionamento degli endoscopi sono stati applicati gli strumenti valutativi proposti nel documento dell’ARS Toscana “Il reprocessing in endoscopia digestiva: criticità e strumenti per la sicurezza del percorso”. Per la fase di campionamento degli endoscopi sono state utilizzate le istruzioni operative indicate nei documenti nazionali e nelle nuove linee guida dei CDC sull’argomento. Risultati. Dall’indagine sono emerse criticità sia strutturali che operative in tutti e tre i centri di endoscopia indagati, dal momento che la stanza per il lavaggio non risultava separata dalla stanza di disinfezione, non era presente una procedura per il percorso pulito-sporco degli strumenti e in uno dei centri la procedura di pulizia manuale non risultava adeguata. Non conformità all’analisi microbiologica, riconducibili alla presenza di microrganismi di alta criticità ( P. aeruginosa, E. coli, K. pneumoniae, ecc), sono state evidenziate in 7/10 (70%), 2/14 (14,3%) e 1/4 (25%) degli endoscopi campionati rispettivamente nei tre centri di endoscopia. In particolare, K. pneumoniae produttrice di carbapenemasi e K. oxytoca produttrice di carbapenemasi sono state isolate nel liquido di lavaggio dei canali interni di tre duodenoscopi. Discussione. Le procedure di ricondizionamento degli endoscopi flessibili, in particolare dei duodenoscopi, devono essere sottoposte a verifica periodica per assicurarne l’efficacia, intensificando i controlli dove siano presenti situazioni endemo-epidemiche per Enterobatteri produttori di carbapenemasi. La disinfezione di alto livello o la sterilizzazione possono non essere in grado di raggiungere livelli elevati di sicurezza, se la detersione manuale non viene adeguatamente condotta.
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