TY  -  JOUR
AU  -  Ripabelli, Giancarlo
AU  -  Tamburro, Manuela
AU  -  Cannizzaro, Fabio
AU  -  Montanaro, Carmen
AU  -  Santopuoli, Donato
AU  -  Flocco, Romeo
AU  -  Sammarco, Michela Lucia
T1  -  Il contributo della Sanità pubblica 
e del sistema ospedaliero<br>nella gestione di COVID-19 nella Regione Molise
PY  -  2020
Y1  -  2020-04-01
DO  -  10.1716/3446.34334
JO  -  GIMPIOS
JA  -  Gimpios
VL  -  10
IS  -  2
SP  -  53
EP  -  56
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1122-407X
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1716/3446.34334
N2  -  . Nella Regione Molise, l’epidemia da COVID-19 è stata affrontata con una stretta interazione tra le varie componenti del sistema sanitario regionale ed il contributo dell’Università degli Studi del Molise, che ha coordinato il “Comitato Scientifico per l’Emergenza epidemiologica da COVID-19”. L’andamento epidemiologico della malattia è stato caratterizzato da tre principali focolai, due in case di riposo e uno nella comunità Rom della provincia di Campobasso; quest’ultimo ha rappresentato all’incirca il 25% dei casi totali. Al 27 luglio, il Molise risultava la penultima regione (0,2%; IC 153,0/100.000) come percentuale sul totale dei casi a livello nazionale, con la più bassa letalità (4,9%). Il Dipartimento Unico di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise ha operato applicando rapidamente le indicazioni ministeriali, della Protezione civile e le ordinanze regionali e ha prodotto documentazioni per specifici settori lavorativi di interesse regionale. Ha, inoltre, gestito l’indagine epidemiologica, la ricerca dei contatti, nota anche come “contact tracing”, la sorveglianza sanitaria dei casi pauci-sintomatici e l’applicazione degli isolamenti fiduciari. Nella UO di Malattie Infettive, dove fino al 27 luglio erano stati ricoverati 91 pazienti (19,4% del totale dei casi) per COVID-19, si è osservato un costante aumento dei criteri clinici caratterizzanti la malattia, partendo da una sintomatologia simil-influenzale fino all’inclusione di altre manifestazioni gastroenterologiche, neurologiche e vascolari inizialmente non considerate. Determinante è stato il contributo della UO di Terapia Intensiva che ha visto il raddoppio dei posti letto e l’allestimento della terapia sub-intensiva, azioni che hanno contenuto la letalità al 25% nei pazienti ivi ricoverati. Il gruppo di Igiene dell’Università degli Studi del Molise ha collaborato attraverso l’analisi costante dell’andamento epidemiologico e la definizione di possibili scenari, fornendo strumenti utili alla Presidenza della Regione Molise per la predisposizione di alcune ordinanze.
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