TY  -  JOUR
AU  -  Raglio, Annibale
AU  -  Nagel, Domenico
AU  -  Oliva, Ester
AU  -  Averara, Franca
AU  -  Aristolao, Rosa
AU  -  Caglioni, Giancarla
AU  -  Cacciabue, Eleonora
AU  -  Farina, Claudio
AU  -  Cesa, Simonetta
AU  -  Fabio Pezzoli 
e il Gruppo MRSA PG23
T1  -  Il controllo di MRSA con un processo multimodale:<br>esperienza dell'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo
PY  -  2020
Y1  -  2020-10-01
DO  -  10.1716/3563.35427
JO  -  GIMPIOS
JA  -  Gimpios
VL  -  10
IS  -  4
SP  -  167
EP  -  177
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1122-407X
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1716/3563.35427
N2  -  . Introduzione. Le strategie studiate per controllare le infezioni da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Methicillin Resistant Staphylococcus aureus, MRSA) sono sette: se la prevalenza di colonizzazione è inferiore al 5% l’intervento “Search and Destroy” ha evidenziato il miglior rapporto costo-efficacia. È stato dimostrato che anche l’approccio multimodale con corretta igiene delle mani e adeguate precauzioni standard ha ridotto le infezioni da MRSA. Viene qui descritta l’esperienza dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove sono attivi dal 2002 la campagna per l'igiene delle mani e dal 2007 l’intervento “Search and Destroy”. Metodi. La ricerca della colonizzazione da MRSA viene effettuata mediante screening nasale, inguinale e faringeo in Medicina Interna (Med) al ricovero e nelle Terapie Intensive (TI) al ricovero e settimanalmente. Se l’esame è positivo si applicano le Precauzioni da Contatto e la decolonizzazione con Mupirocina nasale e bagni con Clorexidina gluconato al 4%. Sono elaborati trimestralmente i dati delle colonizzazioni, i casi di sepsi e di infezione da MRSA (si riporta in tabella 1 un esempio). 







Dal 2002 è attiva anche la partecipazione alla campagna proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’igiene delle mani con strofinamento alcolico, con produzione di documenti aziendali sul lavaggio sociale e antisettico delle mani, corsi di formazione come obiettivi di reparto, l’osservazione diretta e il monitoraggio del consumo della soluzione alcolica. Risultati. Nelle TI si sono rilevati 12 casi nel 2002, 4 nel 2005, 7 nel 2006, 5 nel 2008, 2 nel 2010, 1 nel 2012, zero nel 2013 e 2014, 3 nel 2015, 1 nel 2016 e 2 nel 2017. In tutto l’Ospedale, il tasso di emocolture con isolamento di MRSA per 1.000 ricoveri è sceso dallo 0,70 del 2012 allo 0,39 del 2014 fino al valore più basso di 0,28 nel 2016. Nel 2014 sono stati indagati 4.441 pazienti, pari al 91,6% dei 4.846 ricoverati (in TI 3.215 su 3.498 pazienti, pari al 91,9 %; in Medicina 1226 su 1.348 pazienti, pari al 90,9%); 161 pazienti (3,6%) sono risultati colonizzati all’ingresso. I pazienti con isolamenti da campioni clinici di S. aureus sono stati in totale 110, di cui 21 da MRSA (19%). Nei reparti in sorveglianza attiva le sepsi da S. aureus sono state 31, di cui 1 da MRSA (3,2%) nel reparto di Medicina. Nessun caso si è verificato nelle TI.  In tutta l’ASST si sono rilevate 90 sepsi da S. aureus di cui 11 da MRSA (12,2%). Nel 2015, 2016 e 2017 sono stati indagati rispettivamente 5550, 5505 e 5295 pazienti e oltre il 4% è risultato positivo all’ingresso. Riguardo all’igiene delle mani, l’adesione migliora dal 36% nel 2008 al 55% nel 2011, al 66% nel 2013, al 69% nel 2014 e al 72% nel 2016. Conclusioni. L’intervento dimostra effetti positivi: nelle TI le sepsi si sono azzerate ed il tasso di MRSA da sangue si è ridotto negli anni ed è inferiore rispetto a quello della media nazionale (12% rispetto al 33,6 % nel 2016 secondo ECDC-EARSS). della infettività del paziente.
ER  -   
