TY  -  JOUR
AU  -  Patroni, Andrea
AU  -  Bertoni, Costanza
AU  -  Bertoni, Silvia
AU  -  Martinelli, Stefano
T1  -  L’epidemia di SARS-CoV-2 presso l’ASST della Valcamonica: 
tre ondate con caratteristiche diverse
PY  -  2022
Y1  -  2022-07-01
DO  -  10.1716/3936.39199
JO  -  GIMPIOS
JA  -  Gimpios
VL  -  12
IS  -  3
SP  -  129
EP  -  133
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1122-407X
Y2  -  2026/05/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1716/3936.39199
N2  -  . Introduzione. Il 28 febbraio 2020 l’ASST della Valcamonica ha segnalato il primo caso autoctono di COVID-19 in Valcamonica. Successivamente alla prima ondata, l’epidemia in Valcamonica è stata caratterizzata da altre due ondate. Diverse le modalità con cui si sono presentate ed evolute le tre ondate, per effetto di vari fattori. Metodi. Studio osservazionale retrospettivo condotto sui pazienti ricoverati presso l’ASST della Valcamonica da febbraio 2020 a giugno 2022 con test molecolare nasofaringeo positivo per la ricerca di SARS-CoV-2. Risultati. L’incidenza di accessi giornalieri in PS da parte di soggetti positivi a SARS-CoV-2 si è ridotta progressivamente dalla prima alla terza ondata. La proporzione di coloro che hanno necessitato di ricovero è stata inferiore nella terza ondata rispetto alle due ondate precedenti. I ricoveri per COVID-19 si sono ridotti dalla prima alla terza ondata. Nella terza ondata è stata significativamente inferiore la proporzione di ricoveri effettuati in TI. I pazienti ricoverati erano prevalentemente di sesso maschile. L’età media era significativamente superiore nella prima e seconda ondata rispetto alla terza. La presenza di comorbilità è prevalsa nella seconda ondata, determinando una durata di degenza superiore. I trasferimenti sono stati inferiori nella terza ondata. I decessi si sono progressivamente ridotti dalla prima alla terza ondata. Tra i dimessi, la proporzione di quelli ancora positivi è stata superiore nella prima ondata. I pazienti vaccinati erano più anziani e presentavano più comorbilità. Non sono state rilevate differenze significative tra vaccinati e no per quanto concerne il livello di gravità. Il vaccino non ha influenzato la durata della degenza. La proporzione di dimessi con tampone nasofaringeo negativo per SARS-CoV-2 era maggiore nei vaccinati. Il tipo di vaccino, la dose booster e il tempo intercorso dall’ultima dose vaccinale non hanno influenzato l’outcome clinico. Conclusioni. La messa in atto di misure di contenimento della pandemia (mascherina, igiene mani, distanziamento sociale, ecc.) e la somministrazione di massa del vaccino anti-SARS-CoV-2 hanno contribuito a ridurre l’incidenza di accessi giornalieri in PS da parte di soggetti positivi a SARS-CoV-2. La vaccinazione ha contribuito a ridurre i casi di COVID-19 e, per quelli che hanno necessitato di ricovero, pur non essendosi dimostrata efficacie ad evitare l’infezione, lo è stata nel ridurre l’entità del quadro clinico. La vaccinazione ha ridotto il tempo di negativizzazione dei pazienti degenti.
ER  -   
