TY  -  JOUR
AU  -  Lombardi, Adele
AU  -  Tamburro, Manuela
AU  -  Adesso, Carmen
AU  -  Di Palma, Michela Anna
AU  -  Natale, Anna
AU  -  D'Amico, Antonio
AU  -  De Dona, Roberta
AU  -  Samprati, Nicandro
AU  -  Santagata, Arturo
AU  -  Viccione, Vittorio
AU  -  Scutellà, Massimiliano
AU  -  Ripabelli, Giancarlo
T1  -  Epidemiologia molecolare di ceppi umani multiresistenti di Pseudomonas aeruginosa isolati in un ospedale del Centro Italia: risultati preliminari*
PY  -  2023
Y1  -  2023-10-01
DO  -  10.1716/4199.41871
JO  -  GIMPIOS
JA  -  Gimpios
VL  -  13
IS  -  4
SP  -  192
EP  -  199
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1122-407X
Y2  -  2026/04/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1716/4199.41871
N2  -  . Pseudomonas aeruginosa è una delle principali cause di infezioni nosocomiali, difficili da trattare a causa dell’antibiotico-resistenza e per le sue notevoli capacità di persistenza ambientale. Questo studio ha avuto l’obiettivo di caratterizzare con un approccio biomolecolare ceppi clinici di P. aeruginosa isolati tra luglio e agosto 2022 nel principale Presidio Ospedaliero (PO) della Regione Molise. Sono stati analizzati diciannove ceppi, dei quali è stata valutata la suscettibilità ad antibiotici, interpretando i risultati in accordo con linee guida EUCAST. La tipizzazione molecolare è stata effettuata mediante Pulsed field gel electrophoresis (PFGE) con SpeI, Enterobacterial Repetitive Intergenic Consensus (ERIC)-PCR e Random Amplification of Polymorphic DNA (RAPD)-PCR con i primer 272 e 208. Le relazioni clonali tra i ceppi sono state valutate generando un dendrogramma per ciascuna metodica (algoritmo UPGMA), stabilendo un cut-off di similarità al 70%, in accordo con i dati di letteratura. Tutti i ceppi hanno mostrato resistenza verso tigeciclina, trimetoprim, ceftriaxone, cefalexina, cefotaxime, cefoxitina, cefuroxime, ampicillina, amoxicillina-clavulanato, ertapenem e nitrofurantoina. La resistenza è stata, inoltre, osservata verso piperacillina (16,7%), cefepime (15,8%), piperacillina-tazobactam (15,8%), ceftazidime (10,5%), imipenem (10,5%) e meropenem (5,3%). Tutti i ceppi sono invece risultati suscettibili all’amikacina. Attraverso PFGE, sono stati identificati 16 cluster (potere discriminante 0,98), includendo nel medesimo raggruppamento solo tre ceppi, uno da riabilitazione e due da terapia intensiva neonatale (TIN). ERIC-PCR, RAPD-272 e RAPD-208 hanno evidenziato rispettivamente 8, 6 e 7 cluster (potere discriminante rispettivamente pari a 0,85, 0,78 e 0,79). Sono stati, quindi, raggruppati isolati da pazienti che erano ricoverati in reparti differenti: ad esempio, mediante ERIC-PCR è stato rilevato un cluster con un ceppo rispettivamente da TIN, terapia intensiva, ortopedia, pronto soccorso e nefrologia. I risultati ottenuti hanno evidenziato simili profili di multiresistenza tra i ceppi e un’elevata eterogeneità genetica, dimostrata soprattutto attraverso PFGE. Anche le altre tecniche di genotipizzazione utilizzate hanno mostrato buon potere discriminante e hanno raggruppato similmente circa la metà dei ceppi. In conclusione, le infezioni da P. aeruginosa hanno un forte impatto nel setting ospedaliero, in particolare in reparti con pazienti ad elevata fragilità come TIN e terapia intensiva, dove sono estremamente importanti l’adozione di pratiche di disinfezione e un’accurata igiene delle mani ed ambientale per contrastarne la diffusione. Considerando la persistenza ambientale di P. aeruginosa nel contesto ospedaliero, le indagini di epidemiologia molecolare sono fondamentali per la caratterizzazione dei ceppi circolanti e per una migliore comprensione di vie di trasmissione e meccanismi di resistenza, al fine ultimo di delineare le più appropriate strategie di prevenzione e controllo.
ER  -   
