TY  -  JOUR
AU  -  Ferri, Francesco
AU  -  Brunelli, Roberto
AU  -  Gianfreda, Romina
AU  -  Marcatelli, Nicol
AU  -  Biagetti, Carlo
T1  -  Analisi dei dati tramite un algoritmo per l’identificazione predittiva di potenziali infezioni del sito chirurgico presso l’AUSL della Romagna
PY  -  2025
Y1  -  2025-01-01
DO  -  10.1716/4492.44922
JO  -  GIMPIOS
JA  -  Gimpios
VL  -  15
IS  -  1
SP  -  16
EP  -  25
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1122-407X
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1716/4492.44922
N2  -  . Questo studio propone un approccio combinato alla sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico (SSI) basato sull’integrazione dei dati del sistema di sorveglianza della Regione Emilia-Romagna (SIChER) e di altre banche dati sanitarie aziendali (dimissione ospedaliera, laboratorio di microbiologia, pronto soccorso, registro operatorio) seguita dalla revisione mirata dei presunti casi di infezione con l’équipe multi-disciplinare. L’approccio proposto mira a ridurre la sotto segnalazione relativa al periodo di follow-up post-dimissione in un contesto in cui la sua durata non è ottimale e vi è la disponibilità di database sanitari accurati. Le SSI sono tra le più comuni infezioni nelle organizzazioni sanitarie (IOS) ma, a differenza della maggior parte di queste, che si verificano principalmente durante il ricovero, spesso insorgono dopo la dimissione. Questa caratteristica rende la sorveglianza delle SSI particolarmente difficile e costosa, poiché comporta un follow-up post-operatorio. D’altra parte, la sorveglianza delle SSI è un’attività essenziale per quantificare e minimizzare il rischio clinico associato alla chirurgia. È stato osservato che la sorveglianza può ridurre il tasso di infezione aumentando la consapevolezza e l’attenzione degli operatori sanitari e socio sanitari. Per questo motivo, la sorveglianza delle SSI è ampiamente considerata una buona pratica. Diversi Paesi europei hanno aderito al sistema di sorveglianza delle SSI coordinato dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) il cui protocollo, pur richiedendo il periodo di ricovero come standard minimo di durata della sorveglianza, raccomanda un follow-up di 30 e 90 giorni rispettivamente per le procedure chirurgiche non protesiche e protesiche. Negli ospedali in cui viene eseguita la sorveglianza, a causa dei costi associati al monitoraggio post-dimissione, la durata del follow-up può essere più breve di quella ottimale, impedendo il raggiungimento di una quantificazione accurata della frequenza dell’infezione e la possibilità di un’adeguata assistenza sanitaria/analisi comparativa.
ER  -   
