ALLEGATO D

Igiene dell’ambiente e delle attrezzature


1. TRACCIA PER LA ELABORAZIONE DI UN PROTOCOLLO


a. Formazione del personale addetto

In presenza di infezione da Clostridioides difficile è importante ridurre in modo rapido e drastico il serbatoio di spore nell’ambiente mediante misure specifiche di trattamento. Per ottenere questo è necessario che tutto il personale addetto agli interventi di igiene ambientale sia educato/formato sulle modalità con cui si devono effettuare le operazioni di pulizia e disinfezione nelle aree che ospitano pazienti con ICD; l’attività di formazione deve precisare quali sono gli interventi da fare in presenza di CD rispetto a quelli posti in atto per altri patogeni (es. MRSA) come misura precauzionale verso gli altri pazienti e verso se stessi e le relative motivazioni.

Nel caso in cui le pulizie vengano effettuate da ditte esterne, la medesima attività di formazione deve essere garantita anche per il personale delle stesse che ha accesso alla struttura.


b. Materiali da utilizzare negli interventi di detersione-disinfezione in presenza di sospetta/diagnosticata patologia da Clostridioides difficile

— Gli interventi di pulizia e disinfezione di ambienti che ospitano pazienti con sospetta/accertata patologia da CD devono essere effettuati al termine della pulizia delle altre stanze di degenza, utilizzando attrezzature e materiali dedicati all’ambiente in questione.

— È preferibile che i panni siano monouso, da eliminare come potenzialmente infetti. Se si usano panni riutilizzabili, questi devono essere sottoposti a detersione e disinfezione subito dopo l’uso e prima del riutilizzo. Per la disinfezione utilizzare un cloroderivato 1.000 ppm di cloro attivo lasciando in contatto per 20’; sciacquare e far asciugare. Se gli interventi vengono effettuati da una ditta appaltatrice che utilizza panni pluriuso, è necessario richiedere alla stessa documentazione sulle modalità di trattamento adottate prima del riutilizzo, che devono dare garanzie di attività sporicida.

— Al termine delle operazioni, i materiali riutilizzabili (carrello, secchi, ecc.) devono essere detersi e disinfettati con un cloroderivato 1.000 ppm lasciando in contatto almeno 10’; poi sciacquare, se metallici, e lasciar asciugare.

— I materiali monouso utilizzati devono essere smaltiti in un contenitore per rifiuti sanitari a rischio infettivo.



c. Detersione e disinfezione dell’ambiente in presenza di sospetta/diagnosticata patologia da Clostridioides difficile

— Tutte le superfici orizzontali della stanza e gli oggetti posti in vicinanza del paziente devono essere detersi e disinfettati due volte al giorno, ponendo particolare attenzione alle superfici che possono essere più facilmente toccate (letto e sbarre, interruttori luce, pulsantiera di chiamata, maniglie, rubinetti, piano del comodino, telefono, ecc.).

— La detersione deve essere approfondita e accompagnata dall’azione meccanica dello sfregamento e dal risciacquo; alla detersione segue la disinfezione con cloroderivato 1.000 ppm (cfr tabella I) che deve essere lasciato in situ per circa 10’.

— Se si utilizza un detergente-disinfettante, il disinfettante deve sempre essere un cloroderivato e la concentrazione d’uso deve garantire 1.000 ppm di cloro attivo. In questo caso si fa un primo trattamento seguito da risciacquo e poi un secondo trattamento, lasciando in contatto per 10’.

— Le superfici verticali (pareti) della camera di degenza devono essere trattate in modo analogo con detersione, risciacquo e disinfezione solo se visibilmente sporche (presenza di macchie, impronte).

— Particolare attenzione deve essere riservata agli interventi sul servizio igienico dedicato, che dovrebbe essere trattato tre volte al giorno e tutte le volte che la situazione lo richieda. Tutte le superfici potenzialmente contaminate devono essere deterse/disinfettate, ponendo un’attenzione particolare a quelle a più facile contaminazione (tavoletta del WC, bidet, piano della comoda, dispenser di sapone, ecc.) senza trascurare le superfici che possono più facilmente essere all’origine di trasmissione (rubinetto del lavandino, interruttore della luce, ecc.).



d. Detersione e disinfezione dell’ambiente alla dimissione/trasferimento di paziente con sospetta/diagnosticata patologia da Clostridioides difficile

— Alla dimissione/trasferimento del paziente la detersione-disinfezione del locale deve essere effettuata al termine della pulizia delle altre stanze di degenza.

— Prima di iniziare le operazioni di pulizia-disinfezione rimuovere ed eliminare nel contenitore dei rifiuti a rischio infettivo tutti i materiali d’uso presenti (sapone liquido, asciugamani in carta, carta igienica, spazzolino WC, ecc.) e gli eventuali dispositivi medici monouso.

— Pulire gli oggetti riutilizzabili e inviarli ai processi di disinfezione o sterilizzazione.

Rimuovere i materassi e gli altri effetti letterecci (coprimaterasso, coperta, cuscini, materasso antidecubito, ecc.), collocarli negli appositi sacchi e inviarli al servizio di lavanderia per il trattamento di lavaggio e disinfezione.

— Detergere tutte le superfici iniziando dalle zone pulite (es. finestre) per terminare a quelle sporche (servizio). La detersione deve essere diretta in modo capillare su tutte le superfici strutturali (pareti, pavimenti) e di materiali/oggetti presenti nell’ambiente (letto, testaletto, campanello di chiamata, comodino, cassetti, armadio, sedia, tavolino, sostegno per fleboclisi, monitor, TV, interruttori, maniglie, flussimetro, carrozzina, ecc.).

— Far seguire alla detersione una disinfezione con un cloroderivato alla concentrazione di 5.000 ppm (vedi tabella I) e lasciare in contatto per circa 10’. Risciacquare, soprattutto le superfici metalliche, e lasciar asciugare.

— Ripristinare la funzionalità dell’ambiente sostituendo tutti i materiali eliminati o inviati ad un trattamento di sanificazione.





2. MONITORAGGIO DELL’ADESIONE ALLE PROCEDURE INDICATE DAL PROTOCOLLO


Definito un protocollo operativo, è necessario monitorare se il personale addetto aderisce in modo sistematico alle indicazioni date. La tabella II propone una check list di controllo per tale verifica.